La pizza parigina

La pizza parigina

pizza parigina

La pizza parigina è una tipica pizza rustica della cucina partenopea, una delle rappresentanti dello street food napoletano.

Questa preparazione conferma ancora una volta il profondo legame tra Napoli e la cultura gastronomica francese.

Si narra che nel 1816 la pizza rustica venne rinnovata per mano di un anonimo chef  francese, cioè uno dei famosi monsú (come venivano chiamati i cuochi francesi, storpiando la parola “monsieur”), per la merenda della sovrana Maria Carolina, una pizza fatta con doppio strato di pasta sfoglia e farcita. Ma la pizza chiamata “Parigina” fu ideata da uno cuoco napoletano, suo collaboratore, che intese, con il nome dato alla pizza rustica, ricordare che si trattava di qualcosa nato per il gusto della sovrana napoletana; infatti il nome non si riferisce alla città francese, ma deriva dal dialetto “p’à riggina” cioè “per la regina”.

Originariamente la pizza era composta solo da pasta di pane sontuosamente farcita, in seguito si mantenne la pizza farcita, ma venne coperta con della pasta sfoglia. Ora esistono due versioni: quella fedele all’originale, e quella che ha tolto uno strato di pane coprendo direttamente con la pasta sfoglia. La parigina classica è con ripieno di salsa, provola e prosciutto, ma attualmente le si sono affiancate molte varietà e scelte di ripieni. Ma quale che sia la preparazione scelta, tradizione o innovazione, immancabile è la presenza della pasta sfoglia croccante sulla superficie, la base morbida di pizza e un ripieno goloso.

Per la mia parigina mi sono tenuta al classico. Ho usato per la base della pizza un impasto con pasta madre e lunga lievitazione in frigorifero. La pasta madre si può sostituire con 3-5 g di lievito di birra fresco, avendo comunque una lievitazione lenta.

La pasta sfoglia, ahimé, stavolta l’ho presa già bella e pronta.

Il risultato è stata una golosissima pizza farcita morbida e croccante con un ripieno ricco e filante.. Un’ottima merenda, uno spuntino, un aperitivo… e mi raccomando, va servita calda o tiepida.


Ingredienti

500 g di farina per pane/pizza

100 g di pasta madre rinfrescata (o 3 g di lievito di birra fresco)

350-400 g di acqua

5-10 g di sale

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare

150 g prosciutto cotto

150 g di provola

500-600 g di salsa di pomodoro

olio extravergine d’oliva

Preparo l’impasto di pizza: in una grande ciotola metto la farina, inserisco la pasta madre, verso l’acqua e comincio ad impastare sciogliendo prima la pasta madre e poi inserendo la farina nell’impasto. All’ultimo aggiungo il sale sciolto in poca acqua, lavoro bene, faccio le pieghe in ciotola: tiro un lato della pasta e lo premo al centro, giro la ciotola e ripeto. L’impasto deve essere morbido ma “non molliccio”. Se ho tempo faccio riposare per mezz’ora e poi ripeto il giro di pieghe per tre volte, altrimenti copro e metto a lievitare, volendo anche in frigorifero per tutta la notte.

Il giorno dopo tiro fuori l’impasto e lo lascio a temperatura ambiente per un’ora. Poi lo metto su un piano di lavoro e, con le mani oliate, faccio un giro di pieghe, copro nuovamente e lascio lievitare.

Preparo il sugo per la pizza: in un tegame metto l’olio d’oliva, il basilico, la salsa di pomodoro e il sale, e faccio cuocere per una ventina di minuti, finché la salsa non si ritira e diventa più densa. Taglio la provola in piccoli pezzi, o a fette sottili, oppure la grattugio grossolanamente, spessa usando la grattugia dai fori grandi.

Fodero con la carta forno una teglia rettangolare, spennello sulla carta dell’olio d’oliva. Prendo la pasta della pizza con le mani oliate e la stendo nella teglia. Copro e lascio riposare ancora una decina di minuti per poterla stendere bene. Quando la base di pizza è ben stesa la condisco con il sugo di pomodoro, cospargo abbondantemente con la provola e infine ricopro il tutto con le fette di prosciutto cotto. Prendo la pasta sfoglia e la sistemo sopra il prosciutto, a coprire, sigillo i bordi pizzicandoli. Con una forchetta faccio dei buchi sulla superficie e poi lo spennello con dell’olio d’oliva extravergine. Se si preferisce si può scegliere di spennellare la pasta sfoglia con uovo e latte o uovo e panna.

Cuocio in forno preriscaldato statico a 200° C per i primi 15-20 minuti nella parte bassa del forno, poi nella parte centrale per altri 20-25 minuti, fino a completa doratura della sfoglia. Lascio riposare un po’ prima di servirla ancora calda o tiepida.

pizza parigina

 

Pan de muerto

Pan de muerto

 

pan de muerto

Il Pane dei Morti, anche chiamato Pan de Muerto, è una brioche tradizionale messicana per celebrare la festività del Giorno dei Morti in Messico. A seconda dello stato o della regione in cui si prepara, questo lievitato può avere un aspetto differente; per esempio la superficie può venire spolverata con zucchero oppure con il sesamo o solamente spennellata con l’uovo per darle un aspetto lucido.

Le sue origini risalgono a tempi lontani, quando le tradizioni pagane degli Aztechi cominciarono a mescolarsi con i riti cattolici importati dai conquistadores.

Come la maggior parte dei pan dolci, il Pane dei Morti (Pan de Muertos) si conserva perfettamente anche fino ad una settimana in un contenitore con chiusura ermetica. Si può avvolgerlo nella pellicola alimentare per farlo restare morbido come il primo giorno. Altra opzione, quello che ho fatto io, ho congelato le brioche una volta fredde, io le ho messo in un sacchetto del pane e poi chiuso, oppure avvolte singolarmente nella pellicola alimentare, e si conserveranno anche per tre mesi.

Per scongelarli basterà toglierli dal congelatore e lasciarli scongelare a temperatura ambiente, oppure usare l’apposita funzione del forno a microonde. Mi raccomando, se sono stati scongelati a temperatura ambiente è caldamente consigliabile scaldarli nel microonde (10 secondi massimo) o in forno (per 3 minuti).

La ricetta andrebbe preparata facendo il poolish, il lievitino con il lievito di birra di cui ho indicato una quantità minima, allungando i tempi di lievitazione (per una lievitazione più veloce aumentare le dosi di lievito di birra). Io ho preparato le brioche con la pasta madre, ed è riuscita e venuta buonissima ugualmente. 

I pan de muerto sono facili da realizzare a casa, bastano pochi e genuini ingredienti per preparare queste deliziose brioches, soffici e profumate all'arancia, perfette da inzuppare in un delizioso cioccolato caldo, magari un po' aromatizzato o speziato.

Ingredienti

  • 500 g di farina forte (w 260 e w300)
  • 140 g di burro a temperatura ambiente
  • 100 ml di latte
  • 50 ml di succo di arancia
  • 150 g di zucchero
  • 100 g di pasta madre rinfrescata attiva (oppure 5 gr di lievito di birra fresco, o 2.5 gr di lievito di birra secco)
  • 2 uova
  • ½ cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di essenza di fior di arancio
  • buccia grattugiata di 1 arancia
  • burro sciolto e zucchero per decorare

L’impasto si può preparare a mano o con la planetaria.

Comincio sciogliendo il lievito, o la pasta madre, nel latte con due cucchiai di farina. Mescolo bene e lascio riposare per mezz’ora abbondante in un posto tiepido.

In una ciotola metto il succo di arancia, l’essenza di fior di arancio, le uova e sbatto bene gli ingredienti.

In una ciotola capiente setaccio la farina, unisco la buccia d’arancia, creo una fontana e al centro verso il composto delle uova, e impasto (o aziono la planetaria). Quando la farina ha assorbito tutti i liquidi aggiungo il lievitino e impasto per farlo amalgamare bene. Ora inserisco il burro in piccoli pezzi, poco alla volta, aspetto che il primo pezzo venga ben amalgamato prima di inserirne altro. Con la planetaria, o con le mani unte, imburrate, impasto fino ad avere un impasto elastico. L’impasto potrebbe sembrare troppo appiccicoso, ma il riposo la farina assorbirà i liquidi. Se dopo il riposo l’impasto dovesse essere ancora difficile da maneggiare in quanto si attacca alle mani, che devono essere imburrate, si può aggiungere 1 o 2 cucchiai di farina forte e impastare per altri due minuti.

Metto l’impasto in una ciotola imburrata, copro con pellicola alimentare e lascio riposare in un posto tiepido finché la lievitazione non farà aumentare il suo volume al doppio.

Riprendo l’impasto, lo trasferisco su un piano di lavoro e lo divido 10 panetti dello stesso peso, poi tolgo ad ognuno una parte di impasto della grandezza di una castagna.

Con i panetti più grandi formo delle palline: lavoro velocemente per evitare di sgonfiare l’impasto, poi le sistemo su una teglia rivestita con carta forno. Divido le parti dell’impasto piccole in tre parti uguali, con queste formo le decorazioni: allungo due delle parti in un filoncino usando le dita per fare pressione ed ottenere una specie di “ossetto”, li sistemo incrociati sopra i panetti. Con la parte rimanente formo una pallina e la metto sopra ogni panetto. Copro e faccio lievitare fino al raddoppio del volume.

Preriscaldo il forno a 180° C in modalità statica e inforno le brioche per circa 20 minuti, finché non avranno un colore dorato.

Se si vuole una superficie lucida si può spennellare la superficie con un uovo sbattuto (o uovo e latte) prima di infornare. Si possono anche aggiungere le decorazioni che si preferiscono come semi di sesamo, zucchero, etc.

Se invece le brioche sono state lasciate semplici, una volta sfornate si spennella la superficie con del burro sciolto e si spolverizza con dello zucchero.

Pains au chocolat

Pains au chocolat


Il pain au chocolat è una tipica viennoiserie. Viene anche chiamato chocolatine, specialmente nel sud ovest, petit pain nel Nord della Francia, o couque au chocolat in Belgio. Qui lo conosciamo anche come saccottino, pur se in modo un po’ improprio.

Questa deliziosa brioche sfogliata ripiena di cioccolato fondente è una vera golosità, il modo perfetto per iniziare, con una marcia in più, la giornata, ottimo a colazione ma anche per la merenda che diventerà dolce, ma non troppo, e irresistibile. Infatti la pasta sfogliata è poco dolce, e la punta di sale ben si accompagna ed esalta il cioccolato fondente (il mio al 70%).

Alcuni piccoli suggerimenti per la buona riuscita:

  • usare lievito freschissimo, acqua e latte ben freddi di frigo
  • inserire il sale dopo aver fatto assorbire il lievito
  • burro: usare burro “secco” o “de tourage”, ossia il burro con percentuale più elevata di materia grassa e quindi meno acqua. Un burro che non presenta queste caratteristiche renderà il lavoro molto più complicato perché tenderà a sciogliersi facilmente durante il processo di sfogliatura, compromettendo una buona riuscita della pasta sfoglia.
  • rispettare bene i tempi di lavorazione, riposo e lievitazione. Si può realizzare in giornata o suddividerla in due giorni facendo lievitare in frigorifero e poi ultimare la lievitazione a temperatura ambiente.

Non è una preparazione semplice, richiede i suoi tempi… ma l’attesa verrà certamente ripagata da questa francese golosità.

Ingredienti

250 g farina per pane

30 g di zucchero

1 cucchiaino di sale (5 g)

2 g di lievito di birra fresco

62.5 ml di latte

62.5 ml di acqua

150 g di burro per sfogliare

100-120 g cioccolato fondente

uovo e latte per spennellare

Con la planetaria: inserisco tutti gli ingredienti, tranne il sale, e aziono la macchina per 10 minuti alla velocità minima. Alla fine aggiungo il sale sciolto in poca acqua, aziono ancora qualche minuto la planetaria per far assorbire bene, poi trasferisco l’impasto, coperto in frigorifero.

Per impasto a mano: in una ciotola ho mescolato la farina, lo zucchero e il sale.

In una ciotola più grande sciolgo il lievito in acqua e latte.

Unisco gli ingredienti secchi ai liquidi e mescolo finché non stanno insieme, non si amalgamano. Copro con la ciotola più piccola e faccio riposare 10 minuti.

Trascorsi i 10 minuti l’impasto sarà pronto per essere lavorato. Procedo a fare le pieghe nella ciotola: tiro un pezzo di impasto dal lato e lo premo al centro. Ruoto leggermente la ciotola, prendo un altro lato di impasto e lo premo al centro. Ripeto l’operazione 8 volte. L’intera procedura dovrebbe durare circa 10 secondi e l’impasto dovrebbe iniziare a fare resistenza.

Copro di nuovo e lascio riposare per 10 minuti.

Ripeto l’operazione delle pieghe in ciotola e del riposo per altre due volte. Faccio ancora una volta il giro di pieghe, copro e trasferisco in frigorifero a lievitare (meglio se tutta la notte).

Tolgo l’impasto dal frigorifero, lo rovescio su un piano di lavoro e tiro i bordi della pasta verso l’esterno fino ad ottenere un quadrato di circa 12 cm.

Taglio il burro per avere un rettangolo di circa la metà delle dimensioni dell’impasto. Mi assicuro che lo spessore dell’impasto e del burro sia più o meno lo stesso. Appoggio il burro in diagonale al centro del quadrato. Ripiego gli angoli dell’impasto verso il centro, in modo da avvolgere il burro e formare un pacchetto. Se necessario tiro l’impasto per coprire completamente il burro. Premo l’impasto con il mattarello per distribuire in modo uniforme il burro all’interno. Inizio a stendere l’impasto nel senso della lunghezza fino ad ottenere un rettangolo lungo di circa 1 cm di spessore. Procedo a fare la piega a tre: prendo la parte inferiore e la porto verso in centro, ripiego la parte superiore sopra. Questo è il primo giro. Copro con pellicola e metto in frigorifero per 20 minuti.

sfogliatura a tre
 

Trascorso il tempo di riposo e raffreddamento del burro, ripeto l’operazione di stendere, piegatura a tre e riposo della pasta per altre 2 volte. Alla terza e ultima volta copro l’impasto con pellicola e faccio riposare in frigorifero per 40 minuti.

Mi preparo il cioccolato da inserire nell’impasto: prendo il cioccolato fondente e lo spezzetto.

Tolgo l’impasto dal frigorifero e lo stendo in un rettangolo di circa 15x48 cm, taglio l’impasto in 8 rettangoli, misura standard sarebbe 15x8 cm, io li ho fatti un po’ più piccoli 10x6 cm. 

Formo i pains: lasciando un dito di spazio dal bordo del rettangolo, sistemo dei pezzetti di cioccolato sul lato corto, arrotolo, avvolgo quindi il tutto con l'impasto lasciato libero, lo schiaccio leggermente, metto un altro pezzetto di cioccolato subito dopo il rotolo e termino arrotolando l’impasto fino a chiusura. Appiattisco leggermente con la mano e sistemo il pain in teglia, rivestita con carta forno, con la chiusura verso il basso. Ripeto il procedimento con gli altri pains. Tra un pain e l’altro lascio un po’ di spazio in modo che abbiano lo spazio per lievitare. Copro la teglia con pellicola alimentare e metto a lievitare finché non vedo separarsi le pieghe della pasta.

Scaldo il forno a 240° C con un pentolino di acqua sul fondo. Quando i pains sono pronti per essere infornati li spennello con uovo e latte. Inforno e abbasso la temperatura a 190°-200° C. Faccio cuocere per 12-15 minuti o finché non sono ben dorati. Non mi preoccupo se durante la cottura il burro fuoriesce perché dopo verrà riassorbito tutto durante il raffreddamento.

Faccio raffreddare leggermente i pains au chocolat su una griglia prima di mangiarli.

Torta Vianne di "Chocolat"

Torta Vianne di "Chocolat"

 

Rivedo “Chocolat”, film uscito nel 2000, tratto dall’omonimo libro di Joanne Harris, con Juliette Binoche e Johnny Depp, ambientato a Lansquenet-sur-Tannesin, un tranquillo paesino della Francia nel 1959.

La bella Vianne, con la sua cioccolateria, insieme alla figlia Anouk, portate dall’irrequieto vento del Nord, si trasferiscono nel tranquillo, austero, bigotto, rigido e chiuso paesino francese. Vianne realizza questa torta al cioccolato, una delle tante tentazioni con cui riesce ad arrivare al cuore dei cittadini del piccolo paese, sconvolgendo completamente le loro austere, monotone, tranquille vite.

Un film dal ritmo lento, delicato, delizioso, al profumo di cioccolato e spezie, dove il “diverso” e chi osa pensare in modo “personale”, non convenzionale, o semplicemente diverso dagli altri non viene ha posto in quella società… finché, con l’arrivo di Vianne, piano piano le cose cambiano e alla fine tutti trovano il loro posto ridando serenità agli abitanti del paesino…

Ho visto il film molte volte, ma stavolta non resisto alla tentazione di rifare la torta di Vianne, d'altra parte la visione del film è una vera tentazione, tenta con le sue prelibatezze di cioccolato. E’ un dolce davvero godurioso, oserei dire “peccaminoso”, un autentico tripudio di cioccolato, da cui si sprigionano note agrumate e profumate d’arancio, dall’aspetto, volutamente, un po’ disordinato.

Semplicemente un dolce da non perdere!


Ingredienti per stampo da 22-24 cm

Per la torta

125 g di burro a temperatura ambiente

130 g di zucchero semolato

2 uova intere

250 ml di latte

buccia di un’arancia grattugiata

200 g di cioccolato fondente (io al 70%)

220 g di farina per dolci

1 bustina di lievito per dolci

30 g di cacao amaro (2 cucchiai)

1 cucchiaio di Brandy (o Cointreau o Rhum)

Per la ganache

250 g di cioccolato fondente

375 ml di panna fresca

cacao amaro per spolverare


Sciolgo il cioccolato a bagnomaria e lascio intiepidire.

Monto burro e zucchero fino ad ottenere una specie di crema. Aggiungo al composto un uovo alla volta, inserisco il successivo solo dopo che il primo si è ben amalgamato. Successivamente metto il cioccolato fuso, il liquore e la buccia di un’arancia grattugiata.

Setaccio le polveri (farina, cacao, lievito) e le incorporo delicatamente al composto, alternandole con il latte.

Verso l’impasto in una tortiera imburrata, o rivestita con carta forno, e cuocio in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti (verifico comunque la cottura con uno stecchino).

Sforno, lascio riposare qualche minuti prima di togliere la torta dallo stampo e farla freddare su una griglia.

Nel frattempo preparo la ganache.

Trito il cioccolato al coltello e lo metto in una ciotola capiente.

Scaldo la panna e prima che arrivi a piena ebollizione la verso sul cioccolato in tre volte, emulsionando, mescolando bene con una spatola per sciogliere il cioccolato e creare una sorta di crema. Ripongo in frigorifero a solidificare per una decina di minuti.

Monto poi la ganache con la frusta fino ad ottenere un composto arioso, simile a una mousse, con la quale rivestire la torta, coprendo bene i bordi e spatolando la superficie per creare un motivo ad onde. Ripongo in frigorifero.

Prendo la torta e la lascio a temperatura ambiente per un’ora prima di servirla. Completo la decorazione spolverando con cacao amaro.

School buns

School buns

school buns
 
Gli school buns sono dei deliziosi soffici panini dolci ripieni di crema alla vaniglia. Sono molto diffusi, tradizionalmente confezionati per le merende e pranzi scolastici, o venduti alle bancarelle di torte per una tipica pausa hygge.

In Norvegia sono conosciuti come  skoleboller o skolebrød e sono glassati con zucchero e cocco. In Svezia sono i vanilijbuller, dove, al posto della glassa al cocco, i panini appena sfornati vengono spennellati con un po' di burro fuso e immersi nello zucchero semolato.

Gli school buns rientrano perfettamente nello stile hygge, una confortevole pausa con buoni e semplici sapori e profumi: un panino soffice, poco dolce e profumato di cardamomo, farcito da una golosa crema pasticcera alla vaniglia, resa ancora più golosa con l'aggiunta panna. 

Non ho seguito fino in fondo la tradizione scandinava, non li ho glassati, ma semplicemente spolverati con zucchero a velo vanigliato... 

 

Ingredienti

Pasta madre dolce

40 g pasta madre rinfrescata

40 g di latte freddo

40 g di farina frumento forte

10 g zucchero

 

Impasto

500 g di farina di frumento (11-13% di proteine)

130 g di pasta madre dolce (5-10 g lievito di birra fresco)

80 g di zucchero semolato

9 g di sale fino

2 g di cardamomo

1 uovo grande (circa 60 g, o 2 medi)

230-250 g di latte freddo

90 g di burro a temperatura ambiente

1 uovo per spennellare (facoltativo)

¼ tsp di vaniglia tritata o estratto (facoltativo)

 

Crema alla vaniglia (vanilla pastry cream)

125 g di latte

125 g di panna fresca liquida

2 tuorli

2 tbs di zucchero semolato

1 tbs di frumina (o altro amido)

½ tsp di estratto di vaniglia


Scegli se preferisci usare la pasta madre o il lievito di birra.

Prepara la pasta madre dolce: impasta la pasta madre rinfrescata con latte, farina e zucchero. Copri e lascia lievitare al caldo per circa 4 ore, finché non raddoppia di volume.

Prepara l’impasto: metti tutti gli ingredienti, tranne il burro, in un grande ciotola e impastali finché non sono amalgamati. Puoi aiutarti con una planetaria. Copri e fai riposare (autolisi) per 30 minuti.

Dopo il riposo reimpasta a velocità media per 5-10 minuti, poi aggiungi un pezzetto di burro alla volta, lentamente, e aspetta che venga assorbito prima di metterne altro. Quando tutto il burro è stato aggiunto continua ad impastare, sempre a media velocità, per 15-20 minuti.

Quando l’impasto è ben incordato, lucido ed elastico, forma una palla, trasferiscilo in una ciotola oliata e lascia lievitare al caldo per circa due ore. Dopo trasferisci l’impasto in frigorifero per almeno 6 ore (max 15).

Prepara la crema alla vaniglia: porta a bollore la panna con il latte e la vaniglia. In una ciotola sbatti i tuorli con lo zucchero, quando lo zucchero è sciolto aggiungi la frumina, mescola bene. Stempera il composto con un paio di cucchiai di latte, poi aggiungi tutto il latte, amalgama bene. Riporta tutto sul fuoco e sempre mescolando fai addensare. Quando la crema sarà pronta, togli dal fuoco, mettila in una scodella con pellicola a contatto e fai raffreddare.

Tira fuori l’impasto e lascialo a temperatura ambiente per 30 minuti, poi dividilo in palline da 120 g per dei panini grandi, 90 g per dei panini piccoli… io li ho fatti da 60 g. Sistema i panini in una teglia, rivestita con carta forno, uno vicino all’altro e lascia lievitare, coperto con pellicola alimentare, fino al raddoppio. Con le dita crea un incavo, un buco, al centro dei panini fin quasi a bucare il fondo (puoi allargarlo sempre con le dita), farcisci le cavità con la crema e poi fai cuocere in forno preriscaldato statico a 200° C per 15-18 minuti.

Sforna i panini quando sono belli dorati e fai intiepidire su una griglia.

Ora puoi completarli a piacere.

Per la versione svedese spennella i panini appena sfornati con il burro fuso e poi passali nello zucchero semolato.

Per la versione norvegese, fai raffreddare i panini e poi prepara la glassa: mescola lo zucchero a velo e l'acqua fino a formare una glassa densa. Usa un cucchiaio per versare la glassa su ogni panino. Infine cospargi con il cocco disidratato per la versione norvegese.

Oppure per la versione più semplice, spolverali con zucchero a velo vanigliato.

 

school buns
Zuppa di cipolle e porcini.

Zuppa di cipolle e porcini.

zuppa di cipolle e porcini

 

Autunno è arrivato e con lui la stagione delle zuppe.

Con zuppe non bisogna pensare a qualcosa di triste, ma al contrario, di confortevole, qualcosa che scalda e al tempo stesso sostiene. Ma oserei dire di più, la zuppa porta con sè il tempo della pausa, quella vera da fare con calma, di quella tranquillità che consente di gustare il piatto caldo e fumante.

Inauguro la stagione zuppe con questa che potrei chiamare ai profumi d’autunno, con cipolle e i primi porcini della stagione, freschi, carnosi, profumati.

Come tutte le zuppe necessita del suo tempo per la preparazione e una lenta cottura, meglio se in tegami di coccio, proprio come si faceva una volta.

Pochi ingredienti per un piatto molto saporito.


Ingredienti

  • 700 g di cipolle dorate o bianche
  • 250 g di funghi porcini
  • 50 g di burro
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 750 ml di brodo di carne o vegetale
  • 2 cucchiai di brandy
  • 6 fette di pane tagliato a dadini, meglio se raffermo
  • sale
  • pepe nero del Madagascar macinato fresco

Pulisco e affetto le cipolle il più finemente possibile, mi aiuto con una mandolina. Pulisco i funghi e li taglio a dadini grossolani.

In una grossa pentola scaldo il burro e l’olio, aggiungo le cipolle e le rosolo a fuoco dolce finché sono morbide e dorate, mescolando spesso. Aggiungo i funghi e cuocio per altri 10 minuti. Aggiungo il brodo e il brandy, condisco con il sale e il pepe nero, porto a bollore e lascio sobbollire per almeno 45 minuti.

Preparo i piatti, o meglio le cocotte, con il pane raffermo tagliato a dadini sul fondo, che andrò a ricoprire con la zuppa calda fumante.

Tortine di carote soffici e speziate...

Tortine di carote soffici e speziate...

mini carrot cake
 

Un dolce semplice, da credenza, sia in monoporzione che in versione torta classica. Una ricetta facile e veloce da realizzare, bastano una ciotola e un frullatore. 

Ricette per la torta di carote ce ne sono moltissime, io stessa ne ho già sperimentate diverse, tutto st atrovare quella che maggiormente incontra il proprio gusto.

Un dolce perfetto per la merenda e l'ora del tè. La torta rimane umida, delicata e dai profumi particolari, speziati che ricordano molto i dolci nordici. Senza l'aggiunta delle spezie è la versione casalinga di una famosa merenda (le camille).

Anche a colazione è ottima, ricca di vitamine e minerali, grazie alle carote e alle mandorle che caricano di energia l'organismo e preparano ad affrontare tutte le sfide della giornata. 

E' deliziosa semplicemente spruzzata di zucchero a velo, ma per qualcosa di diverso e più nelle note nordiche farcire e ricoprire con crema al formaggio.

Ingredienti

  • 350 g di carote crude pulite
  • 190 g di farina di frumento per dolci
  • 50 g di mandorle con la pellicina
  • 200 g di zucchero di canna integrale demerara
  • 3 uova intere
  • 100 ml di olio extravergine d’oliva dolce
  • buccia di arancia semicandita (homemade), o zest di arancia
  • 1 cucchiaino di 4 spezie
  • 1 presa di sale
  • 1 bustina di lievito per dolci, 16 g
  • zucchero a velo per decorare

Ho tritato finemente le mandorle con la loro pellicina con due cucchiai di zucchero presi dal totale.

Ho pulito, lavato, tagliato a pezzi le carote e messe nel bicchiere del frullatore con l’olio e la buccia di arancia semicandita. Riduco le carote crema. Aggiungo le uova e emulsiono ancora nel mixer.

In una ciotola mescolo la farina, le mandorle tritate, lo zucchero, le spezie, una presa di sale e il lievito setacciato. Verso il composto di carote e mescolo con una spatola per amalgamare bene il tutto.

Imburro e infarino uno stampo con cerniera da 20-22 cm, o uso degli stampi monoporzione. Verso l’impasto e cuocio in forno preriscaldato statico a 175° C per circa 35-40 minuti. Prima di sfornare vale sempre la regola della prova stecchino che, naturalmente, deve risultare asciutto.

Sforno e lascio intiepidire per 15 minuti nello stampo, poi sformo, levo la teglia e lascio raffreddare.

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