domenica 10 dicembre 2017

Ciambelle di patate dolci, graffe o viccilli...

Anche questo anno siamo giunte alla fatidica data dell'8 dicembre... iniziano le tradizioni degli addobbi,le letterine, le preparazioni culinarie varie. In questa giornata dedicata alle nostre tradizioni che ci stiamo creando io e mia figlia, e direttamente dall'agenda nera in cui la mia nonna appuntava le sue ricette, ecco i viccilli, come si chiamano in dialetto, o meglio conosciute come graffe napoletane o ciambelle di patate dolci fritte ricoperte di zucchero e cannella.  Dunque il dolce è a posto, e per il pranzo... bhè visto che si frigge tanto vale farlo bene, si fanno le golosissime pizze fritte condite con pomodoro e formaggio grattugiato (una ricotta salata) e calzoni ripieni di verdura.
Ma torniamo alle ciambelle, anche perché il resto non ho fatto in tempo a fotografarlo. Già il lato negativo è che quello che cucina non riesce quasi a sedersi a tavola, perché pizze fritte e calzoni vanno mangiati caldi caldi, appena fatti.
Ma sto divagando, le golosissime ciambelle dolci che forse avanzeranno si potranno tranquillamente congelare e poi riscaldare “al bisogno”. Negli ingredienti non indico le dosi di zucchero e cannella esatte per completare le graffe, in quanto dipende un po'dal gusto personale per la cannella, e poi dipende da quante ciambelle son state fatte, però bisogna rotolarvi ben bene le ciambelle una volta cotte e asciugate dall’olio di frittura. Io, poi come mia nonna, non faccio solo la forma ciambella, ma anche delle palle irregolari, nel caso qualcuno volesse qualcosa di piccolo, oltre ad essere perfette da intingere, se si vuole esagerare, in una bella crema pasticciera al limone, "per sgrassare" (mia nonna serviva con appunto la crema d'accompagnamento)... Nella frittura prediligo usare olio d’oliva dolce, ma si può usare anche olio di semi. 
Queste ciambelle hanno un profumo e sono di un buono che ci riporta tutti bambini… almeno per me che ha comunque ricordi associati alla mia infanzia… E’ un dolce che incontrerà il gusto di tutti, e poi c’è qualcosa di più bello che mangiare con le mani, tornare bambini, impiastricciarci e leccare poi le dita? in questo caso è assolutamente permesso, e se non lo fosse ci si prende una libertà. E mentre l’impasto lievita, noi si procede con addobbi e lettera a Santa Claus o Babbo Natale... tutto ovviamente hand made.

Ingredienti
  • 500 gr di purea di patate
  • 500 gr di farina di frumento (io tipo 0)
  • 25 gr di lievito di birra fresco
  • 3 uova intere
  • 50 gr di burro
  • 5 gr di sale
  • zest di limone
  • zucchero e cannella
  • olio oliva per friggere
Il tutto ha inizio con il lavare e bollire le patate e passarle poi nello schiacciapatate. Prendo la dose che mi servo e la metto da parte. In una scodella capiente verso la farina, creo una fontana, al centro metto le patate schiacciate, il lievito di birra sciolto in poca acqua tiepida, le uova leggermente sbattute, lo zucchero, zest di limone e burro a pezzetti e in sale. Amalgamo bene tutti gli ingredienti, incorporando poca farina alla volta. Impasto energicamente fino ad ottenere un composto liscio, morbido ed elastico. Raccolgo l’impasto in una palla e lascio lievitare, coperto con pellicola alimentare, per almeno 30 minuti al caldo. Quando l’impasto sarà lievitato, lo prendo e realizzo le mie ciambelle: creo dei filoncini di 1.5 cm di spessore circa e abbastanza lunghi da chiudere ad anello. Ripongo le ciambelle ottenute su una teglia infarinata e lascio riposare al caldo fino al raddoppio del volume. Friggo le ciambelle in olio d’oliva (o di semi) fino a completa doratura. Scolo la ciambella e l’asciugo su carta assorbente (carta fritti). Da calde le passo nello zucchero con cannella, metto su piatto da portata e… si servono calde o tiepide.