mercoledì 18 marzo 2015

La Tarte Tatin ricetta di Johanne Harris

Serata dedicata ai miei lavori: prima cucito, sto preparando molto artigianalmente, un cat's trapeze. Questi lavori di cucito sono più che altro delle sfide del genere "vediamo se ci riesco", oltre al fatto che essendo in ristrettezza pecuniarie l'arte di arrangiarsi la fa da padrone. E perché no, anche in un modo in cui ingegno, fantasia, manualità etc, la fanno da padrone. E la cosa diverte anche. Imparare è sempre bello. Poi una cosa realizzata con le proprie mani, per quanto "arrangiata" è sempre più bella ai nostri occhi, oltre alla soddisfazione che procura. Certamente aleggerà la domanda che cos'è un cat's trapeze... bhè i gattofili sicuramente si saranno imbattuti in questa cuccia-gioco da appendere, simile a un dondolo, ma per gatti. Appena finito ovviamente pubblicherò la foto, sperando che uno dei miei gatti si degni di provarlo per l'occasione. Non so perché ma in fatto di foto i gatti non collaborano mai.
Tra i vari lavori di cucito che mi hanno tenuto lontana dalla tastiera c'è stato anche la realizzazione di questo gioco cuscino per mia figlia. Ho visto la foto su internet, l'ho trovata simpatica, e ho deciso di realizzarne uno per la mia bimba. Devo dire che è stato molto apprezzato e lo mostra con orgoglio. Io mi sono divertita a disegnare il modello dall'immagine e a realizzarlo. Ovviamente aver visto la reazione della mia bimba non ha prezzo. La bimba ha seguito, così come segue tutti i lavori che faccio, di qualsiasi tipo, e io trovo che sia un buon insegnamento. I bimbi piccoli apprendono così e sono ricordi che si portano dietro, oltre insegnamenti. In fondo non è necessario avere chissà cosa per giocare.
Ed ecco la foto di questo cuscino gioco, a tema gatto, anche la mia bimba ha una passione felina.

Secondo lavoro della serata: finalmente scrivo, e scrivo di un dolce buonissimo, almeno per me.
Ultimamente non sto mantenendo i ritmi di scrittura che mi ero ripromessa, ma a volte non è facile concentrarsi e scrivere, ma soprattutto ritagliarsi i tempi per farlo. Scrivere è sempre comunque un qualcosa di intimo per il quale si deve essere predisposti. Ci si mette un po' a nudo, con se stessi e con gli altri. Traspare sempre qualcosa di noi nei nostri scritti.
Ma veniamo alla ricetta: il dolce che ho voluto realizzare è stato fatto per festeggiare il compleanno della mia cara amica, ritrovata, Marina, la quale è golosa di dolci alla frutta. Ed ecco così l'occasione giusta per fare la Tarte Tatin!
Ci sono moltissime varianti per questa torta, e questa volta ho voluto seguire la ricetta della scrittrice Johanne Harris, tratta dal suo Il libro di cucina, in cui lei stessa scrive in merito a questa torta:
"I dolci caldi sono una rarità in Francia, e questa celebre torta è uno dei migliori. Mi piace soprattutto quando è leggermente bruciata e il caramello emana un aroma un po' affumicato e la pasta assume una consistenza collosa e croccante allo stesso tempo. E' più che buona con il gelato alla vaniglia."
Inoltre suggerisce che "questa torta dall'aspetto dorato, è migliore se viene servita calda, di modo che gli aromi abbiano la possibilità di svilupparsi davvero. E' una merivigliosa ricetta autunnale in cui si utilizzano le mele, soprattutto quelle a pasta acidulata, per esempio le Renette."
La realizzazione di per sè è abbastanza semplice, bisogna solo fare attenzione in alcuni passaggi, e soprattutto attenzione a non bruciare e non bruciarsi.
Si racconta che questo dolce sia nato grazie all'errore nella realizzazione di una torta di mele delle sorelle Tatin. Credo che questo famigerato errore abbia prodotto un delizioso risultato.

Ingredienti

per la pasta:
  • 150 gr di farina, più qualche cucchiaio per spolverizzare
  • 100 gr di burro, tagliato a fiocchetti
  • 25 gr di zucchero
  • 2 tuorli d'uovo
per le mele:
  • 100 gr di zucchero
  • 40 gr di burro
  • 5 mele, sbucciate, private del torsolo e tagliate in quarti
Per fare la pasta ho lavorato la farina e il burro, con la punta delle dita, fino ad ottenere delle grosse briciole. Ho aggiunto lo zucchero, e poi i tuorli d'uovo, lavorando l'impasto fino ad ottenere una palla, e la lavoro fino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgo l'impasto in pellicola alimentare e la faccio riposare in frigorifero per mezz'ora.
Mentre la pasta riposa, metto una teglia/padella/pirofila (che possa essere usate sia in forno che sul fuoco) da 20/25 cm su fuoco medio, in cui faccio sciogliere il burro e lo zucchero fino ad ottenere uno sciroppo.
Sistemo i quarti di mela nella padella sullo sciroppo, e faccio cuocere per 15 minuti. In questo modo le mele assumono un colore dorato e permetto allo zucchero di caramellarsi.
A questo punto stendo la pasta su una superficie leggermente infarinata, e formo una fodera, la stendo della dimensione poco più grande della padella.
Tolgo la padella dal fuoco, e rapidamente stendo sulle mele la pasta, facendo rientrare, rimboccando i bordi, così da sigillare bene la padella.
Sistemo ora la padella in forno preriscaldato statico a 200°C per 20 minuti, poi riduco il calore a 160°C e proseguo per altri 20 minuti.
Tolgo dal forno e delicatamente con un coltello stacco il bordo della torta. Metto un piatto resistente al calore al contrario sopra la padella e giro rapidamente la padella e il piatto, in modo che la torta scivoli sul piatto. Sollevo la padella ed ecco la torta con le mele dorate nella loro salsa sciropposa.
Servo caldo con una palla di gelato alla vaniglia o crema, o della panna fresca, o entrambe.

mercoledì 4 marzo 2015

Panini semidolci con pasta madre


I panini semidolci sono buonissimi e si prestano ad accompagnare sia il dolce che il salato.
Mi scuserete se ora diventerò un po’ monotematica usando pasta madre e vicoli, ma siate clementi, ce l’ho in casa e devo usarla e sperimentare. Naturalmente questi panini si possono fare anche con il lievito di birra, lieviteranno più velocemente, e alveolata interna sarà più ampia rispetto all’uso della pasta madre. Anche il sapore cambia. Ben lo sa chi fa uso di lieviti diversi.
L’esperimento devo dire che è riuscito, bisogna solo avere la pazienza della lievitazione… ma poi che soddisfazione. Se poi ci sono i nostri bimbi che assistono e aiutano e anche più divertente. Recentemente la mia adorata piccola bimba ha iniziato a far vedere con orgoglio dove conservo la pasta madre, le leccornie che sono in forno, o la pasta che sta lievitando, etc… Bhè, per noi mamme, è gratificante. La cosa bella è che anche lei ora ha la sua attrezzatura e, se non impasta, osserva attenta quello che faccio, e io le spiego e le faccio sentire gli odori che vengono sprigionati. Spero che siano per lei dei bei ricordi…. come quelli che gelosamente conservo io nella mia memoria. Questo è già sufficiente per la fatica, se così vogliamo chiamarla, di cercare e provare ricette, impastare e preparare etc...

Ingredienti

  • 125 gr di farina (io ho usato il tipo 0)
  • 40 gr di pasta madre 
  • 20 gr di burro
  • 20 gr di olio extravergine d'oliva
  • 60 ml di latte
  • 2 tuorli di uova bio
  • 5 gr di miele millefiori
  • 2,5 gr di sale
Ho impastato in una ciotola la farina con la pasta madre, il latte e il miele. Ho unito poi il burro sciolto tiepido, i tuorli, l'olio e infine il sale. Amalgamo bene tutti gli ingredienti, poi trasferisco l'impasto sul piano di lavoro e lo impasto per almeno 5 minuti. Posso anche usare l'impastatrice. Formo una palla, l'adagio in una ciotola, copro con pellicola alimentare, e metto al riparo da correnti d'aria e al caldo. Lascio lievitare.
Quando l'impasto sarà lievitato formo dei piccoli panini tutti dello stesso peso, io li faccio piccoli 10-20 gr max. Li adagio su una placca ricoperta con carta forno,  copro con un canovaccio o con pellicola oliata, e lascio nuovamente lievitare.
Spennello la superficie, poco prima della cottura, con  l'uovo sbattuto. Cottura in forno preriscaldato statico a 200° C per 12 minuti circa. Sforno e lascio raffreddare prima di servire. Ottimi anche tiepidi.