lunedì 31 marzo 2014

Brioche soffici con patate


Di recente ho letto Alchimie in cucina di Shamira Gatta, e ho trovato delle idee interessanti, tra cui friggere nello zucchero. Così vado in farmacia acquisto il glucosio anidro, impasto delle ciambelline soffici a metà strada tra i donught americani, graffe o viccilli che faceva la mia nonna.  I viccilli ricetta della mia nonna campana la pubblicherò in seguito.
Tornando al mio esperimento, impasto, preparo tutto e metto il glucosio nella pentola, e... aspetto, come da istruzioni... ma qualcosa deve essere andato storto, perché il mio glucosio non diventa trasparente ma subito color caramello. Comunque provo a immergere poche ciambelline, le tiro su, le passo in zucchero e cannella, ma... il gusto non mi piace. Lo zucchero di frittura ha un gusto amarognolo ed è quello che dà la croccantezza esterna contrapposta alla sofficità dell'impasto. Insomma non mi è riuscito, e non mi piace. Così ripiego nel fidato forno, ed ecco uscire delle brioche sofficissime.

Ingredienti

  • 400 gr farina manitoba (o farina 0)
  • 200 gr di patate lessate schiacciate
  • 3 uova
  • 60 gr di zucchero
  • 1 cucchiaino abbondante di miele di acacia
  • buccia di limone grattugiata
  • 25 gr di lievito di birra fresco
  • 80 ml latte fresco
  • 40 ml yogurt (io uso il mio homemade)
  • 100 gr di burro
  • un pizzico di sale (facoltativo, io non l'ho messo)
Ho lessato e schiacciato le patate con lo schiacciapatate in una ciotola capiente. Unito la farina, fatto buco in centro (la classica fontana), e versato lo yogurt, il latte tiepido, il lievito. Ho sciolto il lievito nello yogurt e latte, e poi aggiunto il miele e lasciato riposare un pochino, in questo modo il lievito si attiverà. Aggiungo poi lo zucchero, le uova e inizio ad impastare per amalgamare il tutto. Per ultimo unisco il burro fuso tiepido. L'impasto sarà molto morbido, lo lavoro per qualche minuto per amalgamare bene il tutto, e poi metto a lievitare coperto con un panno, o canovaccio. Avendo non molto tempo, ho scaldato il forno, poi spento e messo una tazzina con acqua, e la ciotola con l'impasto. In questo modo velocizzo il processo di lievitazione. Infatti dopo un'ora l'impasto era molto più che raddoppiato. A questo punto infarino un piano di lavoro e lavoro nuovamente l'impasto e dò la forma che preferisco, copro nuovamente con un panno e lascio lievitare per altri 30 minuti, almeno.
Preriscaldo il forno statico a 200°. Spennello con uovo sbattuto la superficie delle brioche e guarnisco con granella di zucchero, inforno per circa 20 minuti. Sforno e lascio raffreddare. Sono buoni sia tiepidi che freddi, e si possono servire con marmellate, creme, cioccolata... o qui piacciono anche semplici.

giovedì 27 marzo 2014

Madeleine alla ricotta



Credo che sia nota la mia passione per questi dolcetti: le madeleine.
Eccomi in queste giornate di reclusione forzata, di giornate uggiose e fredde a dispetto della primavera (e da un lato penso meno male, almeno non mi viene voglia di uscire visto che non posso), un fior di ricotta in frigo da consumare, e voglia di relax che trovo solo cucinando, dicevo eccomi, anzi eccoci, perché sono con i miei fidi assistenti osservatori che mi tengono compagnia: la mia piccola malata, e l'amico felino pelosone nero che è la mia ombra. Tutto va bene nella preparazione, sono tranquilla, finché immancabile certa gente decide di disturbare il nostro momento zen. Manco avessero un radar per captare quando rovinare la giornata a qualcuno. Vabbè ma questa è un'altra storia, torniamo al momento felice in cui miscelo gli ingredienti magici nella ciotola, mescolo, verso negli stampini classici a conchiglia e inforno... e un piacevole aroma si può percepire per casa.
Avevo già il forno tiepido perché avevo fatto il pane, quindi ho sfruttato la giornata per cuocere anche altro, tanto per cercare di essere anche "economici".
Ho modificato la ricetta originale usando il fior di ricotta al posto del burro, e ho aggiunto una fiala di mandorla amara, e per rendere l'impasto più leggero ho usato farina e maizena (o amido di mais, ma va bene anche la fecola di patate). Ho usato due dimensioni di stampi: quelli un po' più grandi da servire con il tè, e il formato mini da accompagnare al caffè, per quello che ora sta diventando un'abitudine chiamato caffè gourmand.
Stavolta le mie madeleine sanno di quell'indimenticabile aroma di mandorla, tanto citata in letteratura, e che tutti ben conosciamo, anche se poi, naturalmente, anche loro hanno avuto molte modifiche e variazioni e personalizzazioni nelle ricette.

Ingredienti
  • 50 gr di farina per dolci
  • 50 gr di maizena (amido di mais o fecola di patate)
  • 100 gr di fior di ricotta vaccina (è una ricotta più morbida)
  • 100 gr di zucchero
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • aroma di mandorla amara (1 fialetta, o meglio ancora estratto di mandorla amara)
Lavoro con una frusta la ricotta con lo zucchero, aggiungo l'uovo, poi la farina setacciata con la maizena e il lievito, un pizzico di sale, e infine l'aroma di mandorla amara.
Preriscaldo il forno statico a 200°.
Metto l'impasto ottenuto negli stampi, che avrò prima o imburrato o oliato. Per questa operazione mi aiuto o con cucchiaio o uso sacca da pasticcere, faccio attenzione a non riempire completamente perché durante la cottura l'impasto lieviterà. Inforno e cuocio per 10 minuti circa (poi controllo comunque prima di sfornare) abbassando la temperatura del forno a 180°. Le madeleine saranno pronte quando avranno i bordi dorati.

martedì 25 marzo 2014

Pancakes alla fragola diventano Mug Cake

Pomeriggio domenicale in cui i programmi che avevo sono stati stravolti causa forza maggiore, mi concedo un momento di pausa televisiva e capito su replica puntata del nuovo programma di cucina della Benedetta Parodi. Mi fermo a guardarlo, nuovo studio, ambientazione... lei mi sembra sempre uguale, anche se con look diverso. Tra le varie ricette che presenta si accinge nel brunch domenicale per la sua famiglia e prepara pancakes alle fragole con cioccolato e banana caramellata e sfumata con brandy. Ecco che mi dico quasi quasi faccio anche io i pancakes con le fragole nell'impasto. Finora ho sempre fatto pancakes neutri da condire a piacere, stavolta oso. Le fragole le ho, e il dolce di oggi non lo ho ancora mangiato e... manca? poi se avanzano li terrò per colazione.
Ma, proprio come erano stati cambiati i programmi iniziali, ecco che anche la cottura viene "disturbata", così l'esperimento non bello esteticamente dei pancakes alla fragola viene modificato in mug cake flognarde alla fragola, dalla piacevole consistenza spugnosa che ben gradisce la guarnizione di panna e cioccolato. 
Per l'impasto uso panna al posto del burro, e il miele d'acacia sostituisce lo zucchero.

Ingredienti
  • 250 ml di latticello
  • 1 uovo
  • 135 gr di farina
  • 50 ml panna fresca
  • 2 cucchiai di miele di acacia
  • 1/2 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • un pizzico di sale
  • qualche goccia di estratto di vaniglia
  • 200 gr fragole (più qualcuna per guarnire)
  • panna montata per guarnire
  • cioccolato da sciogliere, o crema di cioccolato (per guarnire)
Preparo le polveri, mescolo in una ciotola la farina, il sale, il bicarbonato, il lievito. Aggiungo il latticello, la panna, il miele, l'uovo sbattuto con una forchetta e la vaniglia. Mescolo bene con una frusta per non avere grumi, e metto la pastella a riposare. Nel frattempo lavo e taglio a pezzetti piccoli le fragole, e le amalgamo delicatamente nella pastella.
Scaldo una padellino antiaderente , quando è ben calda, abbasso un po' la fiamma (volendo una nocciolina di burro) e metto uno o due cucchiai di composto a cuocere, tipo crepes, spalmandolo bene. Aspetto che sulla superficie di formino delle bollicine, quindi giro il pancakes e faccio dorare anche l'altro lato. Siccome, come ho accennato sopra, ho avuto delle difficoltà nella cottura, impasto troppo morbido anche a causa dell'acqua persa dalle fragole, i pancakes sono venuti alquanto bruttarelli, poi essendo reclamata a gran voce, non avevo il tempo per cuocerli tutti, così ho ho messo l'impasto in tazzine e cocotte e messo a cuoce nel forno a microonde per circa 3 minuti (dipende da quanto sono grandi i contenitori, quindi consigliabile cuocere pochi minuti alla volta, poi dipende sempre dai forni e dalla potenza impostata, a me viene in automatico ma dovrebbe essere 850 W circa).
Servo caldi con cioccolata o crema di cioccolato, panna montata e fragolina, me li son fatti proprio goduriosi da consolazione, diciamo... ma vanno anche bene semplici. Da caldi vogliono assolutamente qualcosa di accompagnamento come appunto panna, cioccolato, etc, mentre consumati freddi si lasciano mangiare anche semplici. 

domenica 23 marzo 2014

Gnocchi ricotta e noci con salsa al radicchio


Anche se la data del calendario dice che saremmo in primavera, il tempo fuori fa pensare a giornata autunnale, e così non aspetterò l'autunno per cucinare questo piatto, anticipo ad oggi. Le noci, anche se tritate, danno una piacevole consistenza alla morbidezza dello gnocco di ricotta. La crema al radicchio è particolare, amarognola, quindi consiglio per coloro che non amano questo gusto deciso di fare uno gnocco con la patata, decisamente più dolce rispetto a una ricotta vaccina, o di tagliare il radicchio con più panna o altri formaggi.
Il bello di questo piatto è che se avanzano degli gnocchi, è poi possibile metterli al forno a gratinare con altri formaggi, fare quello che viene chiamato un piatto di riciclo o piatto pasticciato, ma sempre buono, buttare via, sprecare è "peccato".
Ho provato a fare due tipi di impiattamento: uno con la crema di radicchio come letto sul fondo del piatto e gli gnocchetti messi sopra con spolverata di parmigiano, l'altro, invece, ho fatto amalgamare gli gnocchetti con la crema di radicchio in padella e poi impattato con spolverata di parmigiano.

Ingredienti per 2/3 persone

  • 250 gr ricotta vaccina
  • 125 gr farina
  • 1 uovo
  • 50 gr noci tritate
  • parmigiano grattugiato
  • sale
  • pepe 
  • noce moscata
  • 250 gr di radicchio
  • 1 cipolla medio piccola
  • olio extravergine d'oliva
  • 3 cucchiai di panna fresca
  • 1 noce di burro
Ho impastato la ricotta con farina, l'uovo, una grattata di noce moscata, sale, pepe, una manciata di parmigiano e le noci tritate. Su un piano infarinato lavoro l'impasto che deve rimanere morbido ma non appiccicoso. Ho creato dei filoni dello spessore di circa 2-3 cm, li taglio a dadini e con leggera pressione del pollice creo l'incavo e li metto a  riposare su piano infarinato.
Pulisco e affetto finemente una cipolla, la metto a stufare dolcemente in una padella abbastanza grande da poter contenere il radicchio e in seguito anche la pasta. Pulisco e affetto il radicchio e lo unisco alla cipolla, allungo con un pochino d'acqua, salo, e lascio stufare a fuoco sempre dolce con coperchio. Per chi lo gradisce si può sfumare il radicchio con del vino. Metto intanto a bollire l'acqua con un po' di sale per lessare gli gnocchi.
Quando il radicchio è pronto lo frullo, lo rimetto nella padella con 3 cucchiai di panna e una noce di burro, aggiusto di sale. Lesso gli gnocchi, quando vengono a galla dopo due o tre minuti li scolo, e a seconda di come scelgo di presentare il piatto li butto nella padella con il condimento, oppure ben scolato nel piatto sopra la salsa, in entrambi i casi spolvero con parmigiano grattugiato, e se serve ancora una macinata di pepe. Servo in tavola ben caldo.

venerdì 21 marzo 2014

Gaufres de Liège... senza uova

La domenica mi capita di guardare dopo pranzo con la Sister, e mentre la bimba ronfa, una trasmissione di "ciccionate", o meglio di uno che prova varie specialità girando gli States abbuffandosi, immancabili i nostri commenti sui patti serviti, preparati etc. e di cui non dirò il titolo della trasmissione. Comunque in una delle varie volte capita in un posto gestito da una famiglia belga specializzato ovviamente in Gaufres, i quali sostenevano che le gaufres sono di origine belga. In realtà credo che siamo di fronte a uno di quei tanti piatti in cui più paesi rivendicano l'origine, ma che la vera origine si sia persa nella notte dei tempi, e a seconda della zona possiamo trovare interpretazioni, realizzazioni diverse. Immancabile la mia curiosità si risveglia: devo trovare la ricetta e provarla. Così navigando in rete capito sul blog "Il cavoletto di Bruxelles" che ha postato la seguente ricetta di una sua amica. Mi dico la provo subito, la food blogger è belga, quindi chi meglio di lei può indicare la ricetta corretta...
Dopo averla preparata e cucinata, scopro che nel suo post c'è un link che rimanda a un sito belga, che nei prossimi giorni studierò in quanto pieno di ricette diverse di gaufres che assolutamente desidero provare. Comunque tutta questa introduzione per dire che questa ricetta non prevede l'uso delle uova quindi adatta a coloro che ne sono intolleranti, ed è dolce. Questo impasto, che necessita di lievitazione, mi ha fatto venire in mente una possibilità diversa a cui mi dedicherò prossimamente. Per quanto riguarda la seguente ricetta, ho apportato qualche piccola modifica nella procedura che mi ha velocizzato e semplificato un po' i passaggi, spero però che non abbia compromesso il risultato. Queste gaufres/brioche qui a casa sono piaciute molto...

Ingredienti
  • 300 gr di farina
  • 1 cucchiaino di lievito di birra secco (o 20 gr di quello fresco)
  • 60 gr di burro morbido, a pomata (io ho usato burro salato, quindi non ho aggiunto il sale)
  • 2 bustine di vanillina (io ho usato 1/2 -1 cucchiaino di estratto di vaniglia)
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 100 gr di zucchero perlato
  • un po' di latte tiepido
Ho sciolto il lievito nel latte tiepido (circa un bicchiere scarso), e l'ho mescolato alla farina. Ho unito lo zucchero, l'estratto di vaniglia, e infine il burro morbido e impastato il tutto su un piano infarinato. Ho creato dei panetti, circa otto, e li ho rotolati nello zucchero perlato, impastando i panetti con lo zucchero facendolo entrare un po' nell'impasto e cercando di farlo aderire bene (anche se un po' cade lo stesso) sulla superficie. Lascio riposare i panetti coperti e al caldo per un'ora circa.
Poi scaldo la piastra e metto i panetti a cuocere... e servo caldi o tiepidi.

giovedì 20 marzo 2014

Toast alla francese salato

Eccomi qui, di corsa per preparare cena: mente locale su cosa c'è in casa e soprattutto cosa c'è di veloce da fare... ho il mio soda bread, uova e latte ci sono... e così faccio toast alla francese in versione salata per cena. La prima volta che ho visto il toast alla francese è stato durante il film "Kramer contro Kramer" celebre film del 1979, vincitore di molti premi, tratto dall'omonimo romanzo, interpretato da Dustin Hoffman e Meryl Streep: mi ricordo due scene con tema la colazione, la prima quando Dustin Hoffman si ritrova per la prima volta a doversi occupare della preparazione della suddetta colazione e a farla "alla buona", ma inevitabilmente il confronto "non sei la mamma... la mamma non li fa così... la mamma fa... etc". Poi col passare del tempo la situazione e l'organizzazione migliora, ed ecco preparare dei perfetti toast alla francese, ovviamente nella versione classica dolce.
Nella mia versione non ho usato pancarrè o simili, ma ho utilizzato il mio pane casereccio e senza conservanti: il soda bread. Accompagno questo "pane fritto" con spolverata di parmigiano e formaggio, che si può far  sciogliere sopra... ma anche da sola la fetta di pane va benissimo. Rigorosamente, avendole fatte piccole, si possono mangiare con le mani (e questo ai bimbi, e anche a me e forse non solo a me, piace molto). Ecco che così in pochissimi minuti una cena alternativa è servita!!!

Ingredienti
  • fette di pane non spesse ( io ho usato il mio soda bread)
  • un uovo
  • un bicchiere di latte
  • sale e pepe
  • parmigiano grattugiato
  • una noce di burro per la padella
  • formaggi e salumi (facoltativi)
Taglio a fette il pane, e se la crosta è troppo dura la levo, nel mio caso, usando il soda bread il pane rimane morbido quindi l'ho tenuta (e poi a me piace).
In una ciotola capiente ho sbattuto l'uovo con il latte, sale e pepe. Ho immerso bene le fette di pane nell'uovo e latte. Ho fatto sciogliere una noce di burro nella padella e vi ho messo le fette di pane inzuppate. Ho fatto cuocere con fiamma vivace, come frittata, quando un lato è dorato le rigiro e faccio cuocere anche l'altro e intanto spolvero con parmigiano grattugiato.
Servo il pane ben caldo. Volendo posso mettere le fette di formaggio a sciogliere sopra il pane mentre è ancora in padella, e copro la fetta di pane con formaggio (o come la si gradisce anche con salume, formaggio e salume, etc.) con un'altra fetta di pane caldo, quando pronto servo subito ben caldo.

martedì 18 marzo 2014

Strudel di mele, Apfelstrudel


Adoro lo strudel, è un dolce leggero, gustoso che uno può farcire a gusto. Poi si fa velocemente. Stavolta dovevo usare un po' di mele che avevo in casa, alcune già cotte tipo marmellata, altre cotte sperimentando cottura nella lavastoglie (e devo dire che è riuscita), in più ne ho aggiunte di tagliate fresche. Ho usato anche uvetta sultanina e noci, e al posto del pane grattato (che non avevo) ho sbriciolato 3 fette biscottate ai cereali. In più mi sono proprio messa d'impegno e ho steso la pasta sottile sottile, tipo velo, come vuole tradizione, e sopra una tovaglia. Dopo che ho farcito e arrotolato, fin qui tutto bene, da manuale, ho trovato difficoltà a spostare il tutto, senza che si rompesse, nella teglia. Ecco questo pezzo è ancora da studiare meglio. Comunque a parte la difficoltà nello spostamento dello strudel sulla teglia, e poi una volta cotto dalla teglia al piatto, e quindi piccoli incidenti di percorso, il dolce è decisamente venuto buono. In questa versione non ho usato uova, per cui è un dolce adatto a coloro che sono intolleranti alle uova (di recente ho sentito diverse persone che erano alla ricerca di dolci senza uova).
Chissà se imparo la lezione e la prossima volta però li farò più piccoli, in questo modo magari saranno più maneggevoli per gli spostamenti.

Ingredienti
  • 250 gr farina
  • 1 pizzico di sale
  • 3 cucchiai d'olio
  • 150 ml d'acqua tiepida
  • 50 gr di burro fuso
  • 800 gr di mele
  • succo di 1 limone
  • 50 gr di zucchero (io ho usato zucchero di canna integrale)
  • 50 gr di pangrattato (io ho usato 3 fette biscottate)
  • 50 gr di uvetta sultanina
  • 50-60 gr di noci
  • cannella
  • zucchero a velo
  • gelato alla vaniglia o panna montata (facoltativa per servire)
Ho messo a bagno l'uvetta nell'acqua tiepida (volendo si può usare il rhum o altro liquore, io non amo i liquori e poi sono dell'opinione che tutti devono e possono mangiare dolci, anche i bimbi, anche se l'alcol in cottura evapora...).
Ho pulito e sbriciolato le noci.
Mescolo la farina con il sale, l'olio e l'acqua in una ciotola, quando tutto è bene amalgamato trasferisco su piano infarinato e inizio a lavorare l'impasto come il pane: lo sbatto sul piano e lo lavoro finché non ottengo un impasto liscio omogeneo ed elastico. Copro con canovaccio e lascio riposare.
Nel frattempo mi preparo le mele, le taglio a pezzetti e condisco con zucchero e succo di limone.
Preriscaldo il forno a 180° C.
A questo punto tiro la pasta sottilissima, deve sembrare quasi un velo attraverso il quale sia possibile leggervi in trasparenza, e possibilmente in forma rettangolare. Faccio riposare ancora un po', e nel frattempo mi preparo tutto il ripieno e sciolgo il burro.
Spennello la sfoglia di pasta con il burro, metto le briciole di fette biscottate (altrimenti pane tostato passato in padella con un po' di burro a cui aggiungo poi le mele le spezie, noci etc., e faccio raffreddare), distribuisco le mele a dadini e la mia confettura, le noci, l'uvetta e lo zucchero di canna integrale. Faccio attenzione a lasciare liberi un paio di centimetri ai lati della sfoglia, e con l'aiuto del canovaccio arrotolato più volte lo strudel su se stesso dal lato lungo. Sigillo bene, metto nella teglia, e posso anche dare la forma tipica a ferro di cavallo, spennello la superficie con il burro fuso e cuocio in forno a 180° per circa mezz'ora.
Servo tiepido spolverizzato con zucchero a velo, e se voglio proprio fare una cosa golosissima accompagno in inverno con panna fresca montata e in estate con una pallina di gelato alla vaniglia.

lunedì 17 marzo 2014

Zucchine ripiene di salmone e ricotta

Ho visto questa ricetta nel programma della Benedetta Parodi, I menu di Benedetta, la ricetta è dell'ospite Davide Valsecchi. Come l'ho vista ho pensato che fosse interessante provarla, nella trasmissione viene proposto come antipasto, che per carità con una cena tra amici va benissimo, ma nella quotidianità la vedo bene come un secondo leggero o, perché no, anche come piatto unico. Così questa sera l'ho preparata per cena, ed è anche abbastanza velica da fare. Rispetto alla ricetta originale io ho aggiunto dell'erba cipollina, che secondo me ci sta bene, e un filo d'olio. La zucchina rimane al dente con questa cottura e contrasta bene con il ripieno morbido. Ho aggiunto un filo d'olio perché altrimenti rimane l'insieme un po' asciutto.

Ingredienti
  • 2 zucchine
  • 200 gr di salmone fresco
  • 200 gr di ricotta
  • parmigiano
  • prezzemolo (se piace)
  • erba cipollina (aggiunta personale)
  • sale
  • pepe
  • 1 uovo
  • pangrattato
Ho pulito le zucchine e rimosso le due estremità, messe a lessare per 6 minuti, scolate e messe in acqua fredda con ghiaccio per bloccarne la cottura.
Trito il salmone al coltello e lo unisco in una ciotola alla ricotta, una manciata di parmigiano grattugiato, condisco con sale e pepe e, se piace, prezzemolo tritato.
Divido le zucchine, scavo l'interno, la pancia che poi trito e metto nella ciotola con il composto di salmone e ricotta. Amalgamo bene e aggiungo anche uovo e pangrattato.
Riempio una sac a poche con la farcia se ho voglia e tempo di fare una cosa ricercata ma mi raccomando scegliere bocchetta larga, o siate sicuri di aver sminuzzato bene gli ingredienti, altrimenti vi bloccherà l'uscita della bocchetta. Io ho iniziato con la sacca e poi ho proseguito con il cucchiaio, metto le zucchine in una teglia e le riempio con la farcia e spolvero di parmigiano. Con il ripieno che avanza ne faccio delle "polpette duchesse" che cuocio insieme alle zucchine ripiene, se ho usato la sacca, altrimenti mi aiuto con due cucchiai e faccio degli gnudi. 
Inforno per 10 minuti a 180°, forno statico. 
Servo tiepide o fredde con un filo d'olio e volendo spolverata di pepe.

sabato 15 marzo 2014

Pizza soda bread, ossia pizza senza lievitazione


I pani irlandesi mi sono piaciuti molto, e soprattutto la velocità con cui si preparano, e la lievitazione in cottura data dal latticello e il bicarbonato di sodio, tagliando così i tempi classici di riposo degli impasti. Certo hanno un altro profumo, più delicato, ma il sapore è buono e la consistenza morbida per giorni. In più è cotto e mangiato. Così ho riflettuto su come potesse venire una pizza fatto con stesso procedimento del pane. Insomma se uno ha poco tempo e voglia di pizza, soprattutto quando magari viene richiesto all'ultimo e non si hanno i tempi materiali per una lievitazione nemmeno veloce, e non si vuole ricorrere a fare una pizza piadina. Così stasera ho provato, tanto dovevo fare il pane. Ho diviso l'impasto e con un pezzo ne ho creato delle pizzette. Il risultato è stato molto soddisfacente, profumo buono, anche se non intenso come la pizza classica, pasta molto soffice: sono state impastate, stese e cotte e mangiate con soddisfazione. Direi che questa mi sembra una ottima soluzione per non ricorrere a lieviti chimici istantanei che lasciano sempre un retrogusto, in più il latticello e il bicarbonato trovo che rendano molto digeribile l'insieme e non appesantiscono.
Questo tipo di lievitazione è consigliato a coloro che hanno "problemi" con i lieviti, ma sconsigliato per intolleranti al latte e latticini.

Ingredienti
  • 500 gr di farina bianca 
  • 1 cucchiaio da tè di bicarbonato di soda
  • 1 cucchiaino di sale (facoltativo, io l'ho usato)
  • 500/750 ml di buttermilk (latticello)
  • sugo di pomodoro al basilico
  • mozzarella o scamorza
  • parmigiano
Ho preriscaldato il forno statico a 190-200°.
Ho setacciato la farina con il bicarbonato e il sale (se lo si vuole usare) in una ciotola capiente, e ho aggiunto il latticello quanto basta per formare un impasto morbido. Ho lavorato l'impasto su una superficie infarinata fino a che non è ben amalgamato e non diventa liscio. Ho preparato la forma di pizzette, attenzione che raddoppiano in altezza in cottura, quindi non bisogna fare delle forme "cicciotte" altrimenti vengono dei panini, e messe nella teglia. Spruzzato la superficie con un po' d'acqua e una spolverata di farina, e messo in forno per circa 10-20 minuti, tolte dal forno e condite (ho fatto delle margherite, ma va a gusto) e riposizionare nel forno per altri 20-30 minuti. Sfornato e servite calde.

venerdì 14 marzo 2014

Sauté di vongole su crema di patate

Mi era capitato di vedere o sentire di una ricetta simile moltissimo tempo fa. Passando per il mercato qualche giorno fa ero lì che guardavo il banco del pesce e parlando con mia mamma le ho confessato che mi sarebbe piaciuto fare le vongole con le patate... ma ahimè pescivendolo sprovvisto, non era ancora tempo... poi tra l'altro mi sono scoraggiata anche perché mi son detta, tutto un sacchetto di vongole solo per me, non conosco molti appassionati di mitili, come la sottoscritta: le vongole fresche hanno un gusto molto particolare e devono piacere, o si amano o si odiano. Io appartengo alla prima categoria, tanto che una volta sono riuscita a star male per colpa dei mitili, tanto che pensavo non li avrei più mangiati, di solito succede così dopo che uno è stato molto male. Invece dopo un, direi, breve lasso di tempo di "disintossicazione" riecco che continuo a consumarli. Va bene, non è che mangi vongole tutti i giorni, anzi direi proprio che è un lusso che mi concedo ogni tanto, raramente. Comunque dopo la desolazione del banco del pescivendolo dell'altro giorno, andai via dal mercato un po' triste, e non ci ho più pensato finché non arriva mia mamma con un sacchetto e mi dice "ti ho preso le vongole"...
Mi brillano gli occhi, ringrazio e non ho più scuse, le preparo e conserverò quelle che non consumo subito, mica posso mangiarle tutte?!? a dire il vero sì potrei ma non voglio esagerare, la golosità non avrà la meglio. Così eccomi a fare la mia personalissima versione della crema di patate con le vongole. Per curiosità, ma solo dopo che ho già consumato il mio piatto, ho guardato delle ricette, e sono tutte molto interessanti ma quasi tutte prevedono uso di panna o latte per la crema di patate, io ho usato invece acqua di cottura delle vongole e velocizzato il tutto con il microonde. Risultato molto gustoso direi.

Ingredienti

  • 1 kg di patate 
  • 1-2 kg di vongole veraci
  • scalogno o cipolla
  • 20 o più pomodorini, a gusto
  • peperoncino
  • olio extravergine d'oliva
  • prezzemolo
  • acqua (o vino bianco, io acqua)
Ho messo le vongole in acqua fredda e sale grosso. Dopo un paio d'ore ho cambiato l'acqua salata. Ho preso una padella capace e dai bordi alti, ho messo l'olio e lo scalogno tagliato sottile, quando olio è caldo, unisco le vongole sciacquate, aggiungo un po' d'acqua e messo il coperchio. Ho tagliato i pomodorini e messe in padella con le vongole con del peperoncino, e un po' di sale. Cuocio fino all'apertura delle vongole. 
Nel frattempo pelo le patate e le taglio a fettine sottili, le metto in una ciotola o teglia che possa andare al microonde, e metto un po' di acqua di cottura delle vongole filtrata e copro con pellicola (quella specifica per microonde, ma esistono anche coperchi). Cuocio le patate finché sono morbide, azionando il forno pochi minuti alla volta, rigirando le patate con una forchetta e testando così la cottura. Quando pronte le schiaccio e aggiungo, per dare cremosità, l'acqua di cottura delle vongole filtrata. Sguscio le vongole, lasciandone alcune nel guscio per guarnire, e le unisco alla crema di patate. 
Impiatto la crema di patate, guarnisco con le vongole col guscio e prezzemolo, volendo si può ancora aggiungere un filo d'olio, e servo.

mercoledì 12 marzo 2014

Pizza!!!

La pizza trovo che sia in assoluto tra i miei piatti preferiti. E penso non solo per me.  E' ormai entrata in tutte le case e gusti di tutto il mondo. Ognuno ha la sua ricetta, il suo condimento preferito. Ricette di impasti che si tramandano. Campionati di pizzaioli da tutto il mondo. Viene consumata fuori casa ma anche come take away, mangiata nel cartone (chi di noi non l'ha fatto?) magari davanti alla televisione, ed è anche un classico del "cibo di strada" comprata e mangiata sul momento.
Ma per chi, come me, se la fa in casa, la pizza è un universo di alchimie e magie pure, apre una finestra, anzi un portone sul mondo delle farine, di lieviti (naturali, chimici, secchi o freschi), impasti, giuste consistenze, aggiunte di liquidi nelle dosi del "quanto basta" legate alla tipologia della farina al grado di umidità, al tempo atmosferico. Ci sentiamo un po' come piccoli chimici con gli alambicchi. E poi giù con le mani in pasta, ed ecco anche la terapia, e la ginnastica. Infine l'attesa della lievitazione, e per coloro che, come me, scelgono la lunga lievitazione, il rimaneggiamento, e nuove attese, e profumi di lievito e pasta che si sprigiona per casa. Io adoro il profumo della pasta che lievita ha un che di particolare che gli amanti degli impasti riconoscono quando entrano in casa, ed alcuni riconoscono anche il tipo di lievito usato: magia...
Spesso dico che la mia casa ideale si trova sopra una pizzeria o panificio, di quelli con forno a legna per intenderci, e che usano la lenta lievitazione, così l'aroma della panificazione si sprigionerebbe fin dentro casa mia.
E infine la cottura e la soddisfazione, dopo aver lavorato e atteso, e la gratificazione nel consumarla. Non sempre viene bene, e immancabilmente sembra che la volta precedente sia sempre la più buona, anche se, a dire il vero, nessuno se la ricorda. Ma la pizza è un mondo magico, e poi a dispetto del galateo, per noi adulti che osiamo, ci fa tornare bambini e che soddisfazione mangiarla con le mani...
Dopo aver tanto provato, ecco che ho trovato un impasto che mi soddisfa, rispetto ai miei canoni di pizza. Naturalmente il mio metro di misura è quello delle pizze della mia adorata nonna materna, e non so se ho raggiunto il suo livello, ma ci provo e spero che lei sia soddisfatta dell'eredità che senza saperlo (o volerlo) mi ha lasciato: l'amore per la cucina.
Purtroppo il forno di casa non sarà mai come quelli professionali delle pizzerie o panetterie, e nemmeno dei forni a legna. Ma basta fare un po' di prove per imparare a conoscere il proprio forno e anche a casa potremmo avere degli ottimi risultati. Io, ad esempio, mi trovo bene ad usare nella panificazione la cottura con forno statico, in questo modo la pasta cuoce lentamente dentro e fuori, e cresce ancora col calore del forno.
Non so se si è capito da tutto questo mio sproloquio, ma adoro fare la pizza, e la faccio anche spesso. Questa volta ho usato il lievito madre secco, ma è consigliabile leggere sempre le istruzioni riportate sulle confezioni dei vari lieviti, perché ognuno è diverso. Poi un mondo ancora a parte sarà la pasta madre.
Un consiglio: alcuni condimenti come la mozzarella di bufala o il prosciutto vanno aggiunti non in cottura, ma quando si sforna. Solo il prosciutto se si gradisce si può dare una botta di forno ma giusto 2 o 3 minuti.

Ingredienti
  • 500 gr di farina (io uso varietà 0 per pane e pizza)
  • 35 gr lievito madre secco (o 25 gr di lievito fresco, o 1 bustina di lievito secco)
  • latte (o yogurt o meglio ancora latticello)
  • un cucchiaino di miele
  • olio
  • sale
  • salsa di pomodoro (sugo con basilico)
  • mozzarelle
  • parmigiano
  • pomodorini freschi
Ho sciolto il lievito in una tazza piccola di latte tiepido (mentre se uso yogurt o latticello non li scaldo, ucciderei i fermenti) insieme al miele. Ho messo la farina a fontana in una ciotola, il sale sul bordo esterno, e versato il lievito e iniziato ad impastare. Ho poi aggiunto acqua tiepida poco alla volta fino a quando non ottengo un impasto morbido, copro con canovaccio la ciotola e metto a lievitare. Questa prima operazione la faccio la sera, così la pasta lieviterà tutta la notte. La ciotola deve essere abbastanza grande da poter contenere almeno il raddoppio della pasta.
La mattina dopo interrompo la lievitazione lavorando l'impasto, e lo trasferisco in un'altra ciotola oliata, e ungo anche la superficie della pasta, e rimetto a lievitare. Ora la lievitazione sarà più veloce. Nel primissimo pomeriggio, su piano infarinato, rilavoro l'impasto e inizio a formare le pagnottine, le copro e lascio nuovamente lievitare.
Un'ora prima di infornare stendo le pagnottine nelle teglie oliate e le lascio riposare nuovamente.
Intanto mi sano preparata i condimenti: ho cotto il sugo, sminuzzato con le mani la mozzarella e messa a scolare, grattugiato il formaggio, etc.
Preriscaldo il forno statico a 200-250°, condisco le pizze e inforno. Cuocio, a seconda della potenza del forno, per 10-20 minuti.
Servo calde. Le pizze avanzate, se ne avanzano sono buone riscaldate anche i giorni dopo, si consiglia conservazione in frigorifero una volta fredde (si possono anche surgelare).
E' anche possible far lievitare l'impasto nel frigorifero, ma il processo sarà più lento.
Gli impasti più lievitano e vengono lavorati e più sono digeribili.
Se non si ha la pazienza per fare la lunga lievitazione, bisogna ricordarsi che l'impasto deve lievitare almeno un paio d'ore (o comunque fino al raddoppio del volume iniziale) e in quasto caso quando si aggiunge l'acqua bisogna fare attenzione che non venga troppo molle e lavorarlo un po' per far sviluppare glutine. Se l'impasto risultasse troppo acquoso non aggiungere farina, ma spolverare solo il piano di lavoro e solo con le piegature e la lavorazione la pasta si asciugherà e diventerà elastica.

Per la focaccia: stendo la pasta nella teglia e la lascio riposare, faccio poi i "buchini" sulla superficie, spargo sale grosso, rosmarino, e schizzo con una salamoia di acqua e olio extravergine d'oliva e inforno. Servo calda.

lunedì 10 marzo 2014

Soufflé di ricotta nella mela


Finalmente ho il libro di Ernst Knam, L'arte del dolce, e mi sono imbattuta in questa interessante e particolare ricetta. Mi piace mettermi alla prova e così ci provo. Mi permetto una variante dettata dal mio gusto personale: nella ricetta originale il soufflé è fatto con formaggio di capra fresco, trovando il gusto un po' troppo forte, l'ho sostituito con una leggera fior di ricotta vaccina. Risultato come nella aspettativa molto particolare, sia scenograficamente parlando che nel gusto. Io ho preparato il tutto nel pomeriggio, conservato in frigorifero, e infornato 20 minuti prima di servirlo.
L'ho mangiato sia con il miele, come da ricetta, sia senza, e personalmente lo preferisco con il miele che dà un piacevole contrasto amarognolo sulla dolcezza della mela farcita con il soufflé. Il dolce si può mangiare anche freddo, ma caldo è un'altra cosa, è poesia, poi con il miele sopra e che cola sui lati...
Poi, siccome un po' dell'impasto del soufflé mi è avanzato, l'ho cotto in stampini, e anche senza il contorno della mela, mandorle, etc, è una mini monoporzione profumatissima e leggera.

Curiosità citata anche nel testo: il nome nella massa Tulipé si ispira al tulipano in fiore. Infatti originariamente questo wafer veniva modellato, ancora caldo e morbido, nella coppa di un bicchiere, in modo da assumere la forma "a tazza" di un tulipano aperto.

Ingredienti per 8 persone
  • 8 mele golden
  • 120 gr di mandorle filettate
  • 3 uova
  • 20 gr di zucchero a velo
  • 220 gr di ricotta vaccina
  • 30 gr di maizena
  • 100 ml di panna liquida
  • 60 ml di latte
  • 1/2 stecca di vaniglia
  • 1/2 limone 
  • 30 gr di zucchero semolato
  • 150 gr di miele di castagno
  • un pizzico di sale
per la massa Tulipé
  • 50 ml di latte
  • 50 gr di farina 00
  • 50 gr di zucchero semolato
Preparo la massa Tulipé: in un'ampia ciotola mescolo con una frusta, molto bene, farina, zucchero e latte.
A parte levo il torsolo alle mele e le sbuccio, le taglio alla base in modo che appoggiandole restino dritte, e le svuoto con uno scavino fino ad ottenere uno spessore di circa 5 mm.
Metto le mandorle filettate in una ciotola.
Faccio rotolare con cura le mele nella massa Tulipé, poi le passo nelle mandorle filettate, e infine le dispongo delicatamente in una pirofila.
Separo i tuorli dagli albumi e monto i primi con lo zucchero a velo. Incorporo poi la ricotta, la maizena, la panna, il latte, un pizzico di sale, i semi raschiati della di vaniglia e la scorza grattugiata di 1/2 limone. Mescolo bene amalgamando con cura tutti gli ingredienti.
A parte, monto gli albumi insieme allo zucchero semolato, e unisco i due composti mescolando delicatamente, dal basso verso l'alto. Aiutandomi con un cucchiaio riempio con la crema le mele, metto la pirofila in forno statico preriscaldato a 200° per 20 minuti circa.
Verso il miele di castagno sui soufflé caldi e servo.

domenica 9 marzo 2014

Pizzoccheri


Mi sono stati portati farina di grano saraceno e formaggio Casera dalla Valtellina e quindi si fanno i pizzoccheri!, Certo il clima non è più molto invernale, anzi va decisamente verso la primavera, ma visto che questo anno ancora non li avevo mangiati, non li avevo mai fatti homemade, e visti gli ingredienti che mi hanno regalato non me la sono sentita di tirarmi indietro, e diciamo mi sono "sacrificata"... ovviamente sacrificio piacevole, nemmeno a dirlo. Certo non è un piatto che definirei leggero e nemmeno light, però ogni tanto uno strappo ci può stare, anche se sarebbe stato meglio con una temperatura climatica più rigida.
Ricetta classica dei pizzocheri sono con patate, verza, burro e formaggio. Ebbene ho scoperto che la "rigidità" della ricetta diventa flessibile e aperta concedendo di sostituire la verza con verdura di stagione, e il formaggio Casera con Fontina o qualcosa di simile, ma sulle patate sono inflessibili: quelle ci devono essere! Il burro fuso e dorato viene aromatizzato con aglio o con salvia. Nemmeno a dirlo ho optato per salvia.

Ingredienti per 4 persone
  • 400 gr di farina di grano saraceno
  • 100 gr di farina grano tenero
  • acqua q.b.
  • 200 gr di burro
  • 250 gr formaggio Valtellina Casera
  • 150 gr di parmigiano reggiano grattugiato (o grana)
  • 200 gr di verze
  • 250 gr di patate
  • 1 ciuffetto di salvia
  • pepe
Mescolo le due farine e le impasto con acqua (dosi acqua non si posso darle precise perché è soggetta a diversa variabili) fino ad avere un impasto non liquido ma nemmeno troppo secco, o granuloso, lo lavoro per cinque minuti e lascio poi riposare.
Tiro la sfoglia, aiutandomi con un po' di farina di grano tenero, fino ad avere uno spessore di 2/3 mm dalla quale ricavo delle fasce larghe 7/8 cm. Sovrappongo le fasce, infarinandole per non farle attaccare, e taglio per il senso della larghezza ottenendo delle tagliatelle larghe 1 cm.
Cuocio la verdura in acqua salata, la verza tagliata a piccoli pezzi e le patate a tocchetti, e unisco i pizzoccheri dopo 5 minuti. Dopo una decina di minuti raccolgo i pizzoccheri e le verdure con la schiumarola, e verso una parte in una pirofila, cospargo con parmigiano grattugiato e Casera a dadini e proseguo alternando pasta con verdure e formaggi. Friggo il burro con la salvia, lo faccio colorire e poi verso sulla pasta. Senza mescolare servo il tutto bollente con una bella macinata di pepe.

giovedì 6 marzo 2014

Salmone con limone e semi di papavero e riso thai con pomodorini

Voglia di un piatto profumato e croccante, saporito ma soprattutto sano e completo e dietetico. Avevo una bella fetta di salmone, oggi inizio di temperature primaverili e quindi nessuna voglia di una zuppa, e nemmeno di accendere il forno solo per una fettina di pesce, ed ecco quindi l'idea di una nuova preparazione.
L'uso del riso thai o basmati come accompagnamento a me piace molto, sono risi molto aromatici e profumati che ben si adattano come contorno. L'ho "arricchito" con dei pomodorini e condito solo con olio extravergine d'oliva. Il limone ben si presta a "sgrassare" il gusto del salmone e ad alleggerirlo, mentre i semi di papavero danno una piacevole croccantezza. Il colore potrebbe sembrare bruciato, ma non lo è, sono i semi di papavero tostati in padella durante la cottura del pesce, quindi assolutamente commestibili. Unica pecca è che le fette di salmone sono un po' spesse e con questo tipo di cottura diventano un po' asciutte.

Ingredienti
  • Fetta di salmone fresco
  • Limone succo e buccia grattugiata
  • Semi di papavero
  • Riso thai
  • Pomodorini
  • Sale
  • Olio extravergine d'oliva
  • macinata di pepe (facoltativo)
Ho ricoperto il riso con acqua fredda e messo a bollire con un po' di sale. Quando cotto, ha assorbito tutta l'acqua di cottura, levo dal fuoco e condisco con olio extravergine di oliva. Aggiungo al riso i pomodorini tagliati, e mescolo bene.
Ho lavato e asciugato le fette di salmone, infarinate e ricoperte di semi di papavero.
Metto un filo di olio in una padella, grattugio la buccia di limone e scaldo, in questo modo sprigionerà bene tutto il suo aroma, aggiungo poi le fette di salmone, le scotto da entrambi i lati e bagno con il succo di limone. Quando il pesce è pronto (la carne si stacca bene da sola) aggiusto con sale e impiatto insieme al riso thai. Se lo si gradisce dò anche una macinata di pepe.

lunedì 3 marzo 2014

Mug Cake cappuccino con farina di riso e yogurt

Era da un po' che pensavo a provare una mug cake, poi vedo annuncio per partecipare a un concorso cui tema sono le colazioni, ma non colazioni qualsiasi dolci o salate che siano, no Colazione da Tiffany, e mi dico perché no? perché non provarci?
Conosco il film a memoria talmente tante sono le volte che l'ho visto, e dopo aver rimuginato un po' di giorni ecco cosa mi viene in mente pensando a una colazione ispirata a quel film: all'eleganza di Audrey Hepburn, la sua snella figura, la scena della colazione davanti alla vetrina della celebre gioielleria... e ovviamente qualcosa di "dietetico", chi non ricorda l'esile figura della Audrey Hepburn? e così ecco che mi viene in mente questa tazza che sembra un cappuccino con un dolce a base di farina di riso e yogurt, niente grassi.
E' una preparazione velocissima e facile, bastano 5 minuti e un forno a microonde, ed eliminando il caffè, o sostituendolo con altri ingredienti più appropriati, è ideale come merenda per i bimbi. Inoltre usando farina di riso questa preparazione è indicata anche per chi è intollerante al glutine.

Ingredienti
  • 1 uovo
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 5 cucchiaini di yogurt abbondanti
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 6 cucchiai di farina di riso
  • qualche goccia di estratto di vaniglia
  • i cucchiaino scarso di caffè solubile
Ho sbattuto con una frusta l'uovo con lo zucchero, ho aggiunto lo yogurt, le gocce di estratto di vaniglia, e infine la farina e il lievito e mescolato tutto bene. Ho prelevato un cucchiaio scarso di impasto e unito il caffè solubile con un po' di zucchero e ho amalgamato bene.
Ho versato l'impasto chiaro nelle tazze (o tazzine) per massimo 3/4 di altezza della tazza (per non farlo fuoriuscire in cottura), ho preso impasto con il caffè e con cucchiaino versato sulla superficie creando un disegno. Ho preso uno stuzzicadenti e ho creato un movimento sulla superficie tra impasto scuro e quello chiaro. Per staccare meglio le tortine dalla tazza, si può ungere un pochino la tazza con un po' di olio (semi o mandorle) o burro.
Ho messo nel forno a microonde alla massima potenza per circa 2-3 minuti, poi controllo cottura con stuzzicadenti, se uscisse umido faccio andare ancora 1 minuto.
Attenzione a quando si tirano fuori le tazze che sono bollenti. Far intiepidire e poi servire per non ustionare gli ospiti.

Nota: purtroppo non sono stata accettata al contest che ho scoperto essere riservato e non pubblico... 

domenica 2 marzo 2014

Muffin salato di rucola con salsa al parmigiano

Muffin, dolci o salati, un'ottima soluzione per un pasto o spuntino veloce. Che fantastica invenzione. Se poi volgiamo renderli eleganti ecco il suggerimento dello chef Alessandro Borghese dalla trasmissione Cucina con Ale. Era una trasmissione interessante, lo scenario fantastico. Tutte le volte che guardo queste trasmissioni sogno cucine funzionali e super attrezzate, oltre che esteticamente belle a vedersi, e immancabilmente mi dico anche io la vorrei così. Che dire poi dell'erbario che aveva? A me, col balconcino che ho e per come è disposto schiatta qualsiasi cosa, aggiungiamo poi che non è che abbia proprio il pollice verde, ed ecco che mi ritrovo costretta a comprare le erbette invece che raccoglierle dal mio balcone... comunque ci riprovo tutti gli anni, a scapito delle povere erbette.
Ma torno alla ricetta, una rivisitazione per l'antipasto con la bresaola che lo chef ha saltato in padella per renderla croccante e l'ha accompagnata al muffin con rucola su letto di salsa al parmigiano. Ho voluto provarla, per i carnivori ho fatto anche la bresaola croccante, anche se così diventa un po' troppo sapida e con un gusto abbastanza intenso, mentre per i non carnivori solo muffin e salsina. Direi che la versione senza la bresaola è stata la migliore. Va bene, io sono di parte, amo la rucola e infatti ne ho usata parecchia per i miei muffin, inoltre fa molto bene, la salsina accompagna ammorbidendo l'insieme e dando sapidità. Sembrano la versione salata dei muffin inglesi che vengono immancabilmente accompagnati da creme.

Ingredienti muffin per 2 persone
  • 20 gr di crema di latte (panna)
  • 140 gr di farina
  • 120 gr di burro a temperatura ambiente
  • 2 uova
  • 1 mazzetto di rucola
  • 1 cucchiaio di lievito per torte salate
  • sale
Ingredienti per la salsa
  • 230 g di crema di latte (panna)
  • 120 g di parmigiano grattugiato
  • una noce di burro
  • 12 fette sottili di bresaola
Per preparare i muffin, metto in una ciotola la farina, il burro, il lievito, la crema di latte e le uova e mescolo il tutto con lo sbattitore elettrico.
Trito grossolanamente la rucola e la aggiungo al composto e infine aggiusto di sale.
Verso il composto negli stampini imburrati ed infarinati e inforno per 20 minuti a 200°.
Per la salsa, mescolo la crema di latte con la frusta in un pentolino, aggiungo una noce di burro ed il parmigiano fino ad ottenere una crema omogenea.
In un padellino con l’olio, scotto le fette di bresaola da entrambi i lati.
Sforno i muffin e li impiatto su un letto di crema di formaggio con le fette di bresaola croccanti.